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        <title>stampa-libera.it</title>
        <description></description>
        <link>www.stampa-libera.it</link>
        <lastBuildDate>Wed, 22 May 2013 06:46:47 +0100</lastBuildDate>
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            <title>Lo sciopero del Corriere e le difficoltà di una professione mai così in crisi </title>
            <link>http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/SINDACATO/Lo_sciopero_del_Corriere_e_le_difficolt%E0_di_una_professione_mai_cos%EC_in_crisi.html</link>
            <description><![CDATA[I due giorni di sciopero proclamati dal cdr del Corriere della Sera devono farci riflettere. 
Da un lato sulla caparbiet&agrave; di colleghi che, per difendere il posto di lavoro di altri giornalisti, sanno fare squadra e dare all&rsquo;editore (e al direttore) un segnale forte  e inequivocabile. A loro va il mio personale plauso.
Dall&rsquo;altro, proprio questa stessa forza e determinazione inducono a pensare a quanti altri colleghi, che lavorano in realt&agrave; meno blasonate e di dimensioni inferiori rispetto al quotidiano di via Solferino,  in questi ultimi anni abbiano dovuto soccombere di fronte ai tagli decisi dalle aziende editoriali per far quadrare i conti.
I loro conti.
Perch&eacute; se per i pi&ugrave; &ldquo;fortunati&rdquo; , tra i giornalisti, esiste l&rsquo;opportunit&agrave; di accedere al cosiddetto sussidio di disoccupazione, per la maggior parte di chi ha scelto questo lavoro nella consapevole dimensione della precariet&agrave;, quando il contratto non viene rinnovato  resta solo l&rsquo;amarezza  mista a impotenza.
L&rsquo;amarezza deriva dal fatto che, pur versando i contributi per la gestione separata dell&rsquo;Inpgi, non si ha n&eacute; titolo n&eacute; diritto ad un piccolo contributo che aiuti a ripartire. 
L&rsquo;impotenza &egrave; quella di chi &ndash; e potrebbe toccare a ciascuno di noi, vista la crisi del sistema editoriale  &ndash;  rimasto senza occupazione bussa a varie porte per offrire la sua professionalit&agrave; e deve constatare che gli si preferiscono giovani  spesso sottopagati in quanto il profilo professionale &egrave; giudicato troppo alto per le risorse a disposizione del probabile datore di lavoro. La generazione dei  40-50enni &egrave; quasi un &ldquo;drop out&rdquo; sociale.
In tutti i casi, sia per le aziende che dichiarano stato di crisi, sia per chi fa tagli drastici, sia per i colleghi che restano senza lavoro,  chi paga il conto pi&ugrave; salato di tutta questa situazione &egrave; l&rsquo;Inpgi, il nostro Istituto di previdenza. Meno giornalisti assunti con contratto, meno contributi per l&rsquo;Ente, meno risorse a disposizione per i disoccupati e problemi per le pensioni.
I colleghi che hanno vinto le elezioni per il rinnovo delle cariche nel nostro Istituto hanno parlato in campagna elettorale, mesi fa, della probabile introduzione di nuovi strumenti di welfare. Io non li ho visti. Pu&ograve; darsi mi sia distratto. Allora, a poco pi&ugrave; di un mese dall&rsquo;appuntamento con il rinnovo delle cariche all&rsquo;Ordine regionale e nazionale dei giornalisti, credo sia indispensabile ragionare su questa emergenza e affidare a chi intende candidarsi il compito di mettersi in relazione con gli altri organismi rappresentativi (Sindacato, Casagit, Inpgi) per dare vita a una risposta nuova, oltre gli schemi e gli steccati, in grado di offrire un aiuto concreto a chi ne ha bisogno.  Servono nuovi strumenti di welfare per i giornalisti.  Non domani.  Ora. 
Cos&igrave; come il Contratto di Lavoro dei Giornalisti, che scadr&agrave; il prossimo 31 marzo, giorno della Santa Pasqua,  dovr&agrave; tenere conto di come e quanto sia cambiata la professione rispetto al quadro che viene delineato dagli attuali articoli che ne compongono il testo.  Anche in questo caso serve uno sforzo di fantasia, la capacit&agrave; di mettere nero su bianco non solo le nuove competenze che svolgere questo mestiere richiede ma anche quali nuovi strumenti di tutela si possono mettere in campo per fronteggiare una situazione economica e del comparto  che non presenta segnali di inversione di rotta.
&nbsp;<a href='http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/SINDACATO/Lo_sciopero_del_Corriere_e_le_difficolt%E0_di_una_professione_mai_cos%EC_in_crisi.html'>Leggi tutto l'articolo</a>]]></description>
            <author>19-03-2013</author>
            <category>GIORNALISMO - SINDACATO</category>
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            <title>È morto Gianluigi Astroni, un ricordo di Giuseppe Gallizzi</title>
            <link>http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/%C8_morto_Gianluigi_Astroni%2C_un_ricordo_di_Giuseppe_Gallizzi.html</link>
            <description><![CDATA[&nbsp;MILANO - Il giornalismo lombardo &egrave; in lutto per la morte del collega Gianluigi Astroni. Lo storico segretario di redazione del Corriere della Sera aveva 73 anni e abitava a Pavia. Lo voglio rievocare con stima e tanto affetto. Gigi era un bravo giornalista, un uomo saggio e un vero amico. Ha saputo interpretare in maniera esemplare il ruolo di segretario di redazione del Corriere, sulla scia di grandi colleghi che lo avevamo preceduto nelle stanze di via Solferino. Quando il suo (e il mio) Corriere erano Istituzione. In tutti sensi. Lo conoscevo sin dai tempi del Corriere d'Informazione e per me e' stato sempre un punto di riferimento in difesa del ruolo e dell'immagine del pi&ugrave; grande quotidiano italiano. Il collega Antonio Morra( mio allievo a Sesto San Giovanni ) oggi lo ricorda con un bellissimo e documentato articolo a pagina 18. Voglio solo aggiungere che Gianluigi &egrave; stato pi&ugrave; volte valido e apprezzato componente della Commissione di Esami per l'idoneit&agrave; professionale dei Giornalisti a Roma. E anche in quel ruolo ha lasciato ottimi ricordi. Addio Gigi, caro grande amico mio e di tutti i giornalisti italiani.
Giuseppe Gallizzi
gi&agrave; caporedattore centrale del Corriere della Sera
presidente Nazionale del Collegio Revisori dei Conti O.D.G.
&nbsp;
Nella foto:&nbsp;Gianluigi Astroni, ultimo a destra, durante la riunione di redazione nella sala Albertini con il direttore Paolo Mieli.<a href='http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/%C8_morto_Gianluigi_Astroni%2C_un_ricordo_di_Giuseppe_Gallizzi.html'>Leggi tutto l'articolo</a>]]></description>
            <author>07-01-2013</author>
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            <title>Sul futuro del giornalismo un dibattito al Circolo della Stampa di Milano</title>
            <link>http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/ORDINE/Sul_futuro_del_giornalismo_un_dibattito_al_Circolo_della_Stampa_di_Milano.html</link>
            <description><![CDATA[Interessante incontro al  Circolo della Stampa di Milano sul futuro della professione giornalistica. Sono intervenuti  molti collaboratori della Lombardia, accogliendo l&rsquo;invito  del Movimento Liberi Giornalisti, componente rappresentata con molti consiglieri sia alla Fnsi, sia all&rsquo;Ordine dei Giornalisti.
Erano presenti all&rsquo;incontro Giuseppe Gallizzi, gi&agrave; caporedattore centrale del Corriere della Sera e leader del Movimento, Fabio Benati, membro del comitato esecutivo dell&rsquo;Ordine nazionale, Paolo Pirovano, segretario regionale  dell&rsquo;Ordine dei  Giornalisti della Lombardia, Pierfrancesco Gallizzi, consigliere nazionale della Fnsi, Angelo Baiguini, presidente della commissione giuridica dell&rsquo;Ordine nazionale dei Giornalisti, Sergio Castelletti, gi&agrave; caporedattore del Giornale di Brescia, e i consiglieri nazionali dell&rsquo;Ordine, Rino Felappi, Massimiliano Saggese, Beppe Spatola, Giancarlo Mariani, Francesca Santolini, Maria  Ancilla Fumagalli, Dario Collio, Mario Guerrisi, Gaetano Belloni e Angela Battaglia.
Al centro del dibattito il caso Sallusti, il ruolo del sindacato, la nuova riforma dell&rsquo;Ordine e i problemi sempre pi&ugrave; attuali e complessi della Casagit.
Tutti i relatori hanno analizzato il momento critico che interessa giornali, radio e televisioni. Licenziamenti, cassa integrazione e contratti di solidariet&agrave; -  come hanno sottolineato in molti &ndash; aggravano sempre pi&ugrave; lo stato di crisi della stampa, tra l&rsquo;indifferenza di politici, operatori economici e degli stessi organismi dirigenziali della categoria.
In molti hanno auspicato la convocazione urgente degli stati generali  dell&rsquo;editoria. Infine sul caso del  direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, &egrave; stato redatto un documento:&rdquo;Il tempo delle dichiarazioni e degli attestati di solidariet&agrave; &ndash; si legge nel comunicato &ndash; &egrave; scaduto. La federazione Nazionale della Stampa convochi i suoi vertici e proclami in tempi rapidissimi uno sciopero generale dei giornalisti. Serve una risposta forte e concreta a una vicenda gravissima, che nonha precedenti e lede i principi elementari della democrazia&rdquo;.
&nbsp;<a href='http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/ORDINE/Sul_futuro_del_giornalismo_un_dibattito_al_Circolo_della_Stampa_di_Milano.html'>Leggi tutto l'articolo</a>]]></description>
            <author>03-10-2012</author>
            <category>GIORNALISMO - ORDINE</category>
        </item>
        <item>
            <title>Morto Claudio Lippi, telecronista di Milan Channel, cordoglio Movimento Liberi Giornalisti</title>
            <link>http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/ATTUALITA%27/Sport/Morto_Claudio_Lippi%2C_telecronista_di_Milan_Channel%2C_cordoglio_Movimento_Liberi_Giornalisti.html</link>
            <description><![CDATA[
Il Movimento Liberi Giornalisti esprime profondo cordoglio alla famiglia del telecronista di Milan Channel Claudio Lippi,  morto tragicamente questa mattina in un incidente stradale mentre percorreva a bordo del suo maxi scooter la vecchia Vigevanese.  Il collega non &egrave; riuscito a evitare un'auto che usciva da un passo carraio all&rsquo;altezza di Buccinasco.
Lippi, 42 anni lascia la compagna e una bambina di due anni.
Voce di Milan Channel da quando il 16 dicembre 1999 &egrave;  in onda il canale tematico rossonero (oggi &egrave; listato a lutto e non trasmette in diretta), Lippi avrebbe dovuto recarsi a Milanello per lavoro nel pomeriggio.
''Il Presidente Onorario Silvio Berlusconi, i Vice Presidenti Adriano Galliani e Paolo Berlusconi, il Consiglio d'Amministrazione, i Tecnici, i Calciatori e il Personale tutto di A.C. Milan si stringono affettuosamente alla famiglia per la scomparsa del caro amico Claudio Lippi'', ha scritto il club rossonero in una nota.
Messaggi commossi da parte dei  molti giocatori che in questi anni lo hanno conosciuto a Milanello ma anche calciatori di altre squadre, a partire dal capitano dell'Inter Javier Zanetti, che ha inviato le proprie condoglianze cos&igrave; come hanno fatto lo stesso club nerazzurro e la redazione di Inter Channel.
Kaka' ha pubblicato su Instagram la foto di ''una delle tante interviste e chiacchiere che ho fatto con questa bellissima persona'', ricordando le partite con il videogioco Mario Kart durante le trasferte del Milan: ''Claudio rimarrai per sempre nel nostro cuore''. Dello stesso tenore i messaggi di altri ex rossoneri come Thiago Silva e Pato (''In alcuni momenti non servono parole. Che tristezza!!! Davvero una tragedia!!''), e come i compagni di squadra &egrave; rimasto scioccato anche El Shaarawy che da Malta, dove stasera giocher&agrave; con l'Italia, ha scritto su Twitter: ''Com'&egrave; ingiusta la vita. Non riesco ancora a crederci. Sempre i migliori se ne vanno. Ti voglio bene Claudio!!''.
&nbsp;<a href='http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/ATTUALITA%27/Sport/Morto_Claudio_Lippi%2C_telecronista_di_Milan_Channel%2C_cordoglio_Movimento_Liberi_Giornalisti.html'>Leggi tutto l'articolo</a>]]></description>
            <author>26-03-2013</author>
            <category>ATTUALITA' - Sport</category>
        </item>
        <item>
            <title>CALCIO, CHAMPIONS LEAGUE: IL CALENDARIO DI TUTTE LE PARTITE DEL GIRONE PRELIMINARE</title>
            <link>http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/ATTUALITA%27/Sport/CALCIO%2C_CHAMPIONS_LEAGUE%3A_IL_CALENDARIO_DI_TUTTE_LE_PARTITE_DEL_GIRONE_PRELIMINARE.html</link>
            <description><![CDATA[Ecco il calendario di tutte le partite di qualificazione della Champions League da qui alla termine del girone preliminare. Le prime due classificate di ogni girone superano il turno:
23 NOVEMBRE&nbsp;&nbsp;Girone E Roma-Bayern Monaco Basilea-Cluj Girone F Spartak Mosca-Marsiglia Chelsea-Zilina Girone G Ajax-Real Madrid Auxerre-Milan Girone H Braga-Arsenal Partizan Belgrado-Shakhtar Donetsk.
24 NOVEMBRE Girone A Tottenham-Inter Werder Brema-Twente Girone B Hapoel Tel Aviv-Schalke 04 Benfica-Lione Girone C Valencia-Rangers Bursaspor-Manchester United Girone D Rubin Kazan-Panathinaikos Copenhagen-Barcellona 
&nbsp;

4&nbsp;NOVEMBRE Girone A Inter-Twente Tottenham-Werder Brema Girone B Schalke 04-Lione Hapoel Tel Aviv-Benfica Girone C Rangers-Manchester United Valencia-Bursaspor Girone D Panathinaikos-Barcellona Rubin Kazan-Copenhagen
&nbsp;7&nbsp;DICEMBRE&nbsp;&nbsp;Girone A Twente-Tottenham Werder Brema-Inter Girone B Lione-Hapoel Tel Aviv Benfica-Schalke 04 Girone C Manchester United-Valencia Bursaspor-Rangers Girone D Barcellona-Rubin Kazan Copenhagen-Panathinaikos
&nbsp;8 DICEMBRE Girone E Bayern Monaco-Basilea Cluj-Roma Girone F Marsiglia-Chelsea Zilina-Spartak Mosca Girone G Real Madrid-Auxerre Milan-Ajax Girone H Arsenal-Partizan Belgrado Shakhtar Donetsk-Braga


&nbsp;

&nbsp;

&nbsp;
&nbsp;

&nbsp;

3 NOVEMBRE Girone E Basilea-Roma Cluj-Bayern Monaco Girone F Chelsea-Spartak Mosca Zilina-Marsiglia Girone G Auxerre-Ajax Milan-Real Madrid Girone H Partizan Belgrado-Braga Shakhtar Donetsk-Arsenal<a href='http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/ATTUALITA%27/Sport/CALCIO%2C_CHAMPIONS_LEAGUE%3A_IL_CALENDARIO_DI_TUTTE_LE_PARTITE_DEL_GIRONE_PRELIMINARE.html'>Leggi tutto l'articolo</a>]]></description>
            <author>21-10-2010</author>
            <category>ATTUALITA' - Sport</category>
        </item>
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            <title>STORIE DI GIORNALISTI DALTONICI NEGLI &quot;ANNI DI PIOMBO&quot;</title>
            <link>http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/ATTUALITA%27/Politica/STORIE_DI_GIORNALISTI_DALTONICI_NEGLI_Ig%3D%3DANNI_DI_PIOMBOIg%3D%3D.html</link>
            <description><![CDATA[L'Italia delle trame annusate, degli intrighi svelati ma non provati, dei due pesi e delle due misure. L'Italia delle dietrologie e dei complottismi, del dubbio sistematico, degli ipercorrettismi ideologici. L'Italia &ldquo;avveduta&rdquo;, diffidente, refrattaria alle veline del Palazzo: eppure bendata di fronte all'evidenza dei fatti, persino di fronte alla logica e al buon senso.
Era l'Italia delle redazioni giornalistiche nel pieno degli anni Settanta. Era l'Italia dell'intellighenzia di sinistra durante i cosiddetti &ldquo;anni di piombo&rdquo;: sempre pronta a smitizzare il &ldquo;pericolo rosso&rdquo; (teso a realizzare una rivoluzione per uno stato comunista); sempre pronta a enfatizzare il &ldquo;pericolo nero&rdquo;, coi suoi rigurgiti neofascisti e autoritari.
Quell'Italia non tanto in malafede, ma indottrinata fino all'imbecillit&agrave;, ragionava per schemi. Si nutriva di pregiudizi. All'ombra di quei pregiudizi interpretava e ricamava sui fatti, quando sarebbe bastato fornirne un resoconto.
Chi invece avrebbe fatto un resoconto puntuale e coraggioso delle miopie redazionali di quegli anni fu, nel 1990, un giovane cronista del Corriere, Michele Brambilla, in un saggio destinato a diventare cult: L'eskimo in redazione. Quando le brigate rosse erano &laquo;sedicenti&raquo;. Quel libro fu pubblicato da uno dei pochi editori border-line dell'epoca, Cesare Cavalleri, per i tipi di Ares. Quel libro, a gran richiesta, &egrave; uscito nel 2010 in una nuova edizione (la decima) aggiornata e ampliata con nuova introduzione dell'autore, ora vicedirettore della Stampa diretta da Mario Calabresi, figlio di Luigi. &Egrave; un libro ancora attuale, un monito, un memento. Perch&eacute; la cattiva informazione &egrave; malattia vecchia nel nostro Paese. E, da allora ad oggi, la situazione &egrave; forse peggiorata.
I cronisti &ldquo;daltonici&rdquo; (l'autocritica &egrave; di Gaspare Barbiellini Amidei) degli anni Settanta, nei disordini metropolitani di Roma e Milano, nelle guerriglie urbane, negli attentati, negli omicidi, nei sequestri di persona e nelle bombe, vedevano un solo colore: il nero. Ripudiavano la teoria degli &ldquo;opposti estremismi&rdquo;. Chiamavano &ldquo;sedicenti&rdquo; le Brigate Rosse, rivelandone (udite udite) l'anima fascista. Sorridevano alla scoperta dei covi dei Gap (Gruppi armati partigiani), bollandola come un'invenzione della polizia. Accusarono, senza la minima prova, il commissario Luigi Calabresi di aver defenestrato e ucciso l'anarchico Pinelli, dopo la strage di Piazza Fontana. Calabresi fu soprannominato &ldquo;commissario finestra&rdquo;. Fu delegittimato e additato come &ldquo;torturatore e assassino&rdquo;. Se ne auspic&ograve;, con una campagna di stampa feroce, l'eliminazione fisica a furor di popolo proletario. Quando per&ograve; Calabresi fu ucciso davvero, allora la medesima stampa present&ograve; quell'omicidio come un regolamento di conti interno alla destra o allo stato.
Anche per Giangiacomo Feltrinelli, l'editore innamorato di Castro, di Cuba e della lotta armata, morto in un &ldquo;incidente sul lavoro&rdquo; nel 1972 mentre cercava di provocare un black-out a Milano con la dinamite, si parl&ograve; di &ldquo;assassinio&rdquo; e di &ldquo;complotto&rdquo; orditi dal potere politico, dal governo e dal capitalismo italiano. 
&ldquo;Fascista&rdquo; fu definito il delitto del giovane missino Sergio Ramelli, ucciso a sprangate da studenti di Medicina della Statale di Milano, estremisti di sinistra. Una matrice nera fu scorta anche nell'omicidio di Pier Paolo Pasolini sul litorale romano, e persino nella strage familiare perpetrata nel Vercellese dalla diciottenne Doretta Graneris, una ragazza che sapeva zero di politica come Pietro Maso o Erika De Nardi, suoi famigerati successori. 
Persino Il Popolo, giornale democristiano, Avvenire, giornale cattolico, quotidiani dalla tradizione liberale e conservatrice come La Stampa, Il Giorno e Il Corriere della Sera emularono qua e l&agrave; i giornali di sinistra (l'Unit&agrave;, il Manifesto, Lotta Continua, l'Espresso) nella fiera delle banalit&agrave;, se non per faziosit&agrave; almeno per inerzia conformista, sempre pronti a gridare alla marea nera. Tante firme di prestigio e intellettuali di grido precipitarono nel tranello che essi stessi avevano ideato: Bocca, Moravia, Fallaci, Cederna, Ottone, Scalfari tra gli altri.
Poche, perci&ograve; doppiamente meritevoli, le voci fuori dal coro: Montanelli, Biagi, Casalegno, Pansa, Piazzesi. Alcuni pagarono un prezzo altissimo per non essersi allineati, ma rappresentano ancor oggi la sostanza e il modello pi&ugrave; alto dell'essere giornalisti.
Invece, tra coloro che sbagliarono, pochi fecero ammenda, seppur tardiva: Bocca su tutti. Ma difendere le posizioni di qualche anno prima, a quel punto, sarebbe stato grottesco e masochista. Nel frattempo le Br avevano ucciso anche il presidente della Dc Aldo Moro, e l'operaio comunista Guido Rossa.
&nbsp;
&nbsp;
L'ESKIMO IN REDAZIONE. QUANDO LE BRIGATE ROSSE ERANO &laquo;SEDICENTI&raquo;
Presentazione di Indro Montanelli
di Michele Brambilla
Ares, Milano 2010, pp. 264, euro 15.
&nbsp;<a href='http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/ATTUALITA%27/Politica/STORIE_DI_GIORNALISTI_DALTONICI_NEGLI_Ig%3D%3DANNI_DI_PIOMBOIg%3D%3D.html'>Leggi tutto l'articolo</a>]]></description>
            <author>30-07-2010</author>
            <category>ATTUALITA' - Politica</category>
        </item>
        <item>
            <title>E ADESSO &quot;IL VENDITORE DI SIGARI&quot; E' ANCHE UN LIBRO </title>
            <link>http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/ATTUALITA%27/Spettacoli/E_ADESSO_Ig%3D%3DIL_VENDITORE_DI_SIGARIIg%3D%3D_E%27_ANCHE_UN_LIBRO.html</link>
            <description><![CDATA[di Vincenzo Sardelli
Berlino, 1948: la guerra &egrave; finita, la storica capitale del Reich si prepara alla nuova grave lacerazione del muro. Ma divisioni e lacerazioni sono innanzitutto nell'anima dei sopravvissuti, di coloro che, prima di rifondare le citt&agrave;, devono ricostruire s&eacute; stessi e la propria umanit&agrave;. In questo testo per il teatro, atto unico a due voci dall'ironia Yiddish a volte tagliente e dai toni marcatamente esistenzialistici, si incontrano tutte le mattine, alle 6.30 in punto, due uomini soli in una tabaccheria: uno, Gruber, ne &egrave; il proprietario; l'altro, Reiter, &egrave; un professore ebreo sopravvissuto alla Shoah.
Ricomincia, anche oggi, l'ennesimo round di un duello tra due personaggi dal passato misterioso: Gruber, ex ufficiale tedesco, &egrave; il presunto carnefice: schivo, elusivo ed evasivo, perennemente sulla difensiva; Reiter, la presunta vittima, &egrave; insidioso e insinuante: vagamente persecutorio, fiero e vendicativo.
Un incontro senza filtro, la storia di un&rsquo;inimicizia corpo a corpo basata sul sospetto reciproco, che finir&agrave; per diventare vicinanza, se non proprio solidariet&agrave;. Colpi di vita mandati al tappeto, in un concentrato di filosofia e buon senso comune. Il cammino della clandestinit&agrave;, il suo affrancamento, tra vittorie, sconfitte e rivincite nella quotidianit&agrave; e sulla carta, per gettare finalmente la spugna all&rsquo;angolo del negozio di tabacchi. Colpi bassi o alti sferrati come in un vero match, metafora di vita. Il testo teatrale dell'israeliano Amos Kamil, messo in scena alcuni mesi fa al Litta di Milano da Alberto Oliva, &egrave; il viaggio della vita, &egrave; il ritratto di sconfitte e vittorie che abbiamo tutti. Infatti, &laquo;il tragico nella vita &egrave; che ognuno ha le sue ragioni&raquo; (Renoir) e &laquo;chi vuole distinguere il vero dal falso deve avere ben chiaro che cosa &egrave; vero e che cosa &egrave; falso (Spinoza).
La storia, come la vita, &egrave; sempre molto pi&ugrave; complessa di come si presenta a uno sguardo superficiale. Reiter e Gruber si osservano, si studiano, poi dissertano a colpi di filosofia, che si configura come un'arte superiore, con proprie distinzioni interne che incorporano e subordinano a s&eacute;, come scienze propedeutiche, la poesia, la musica, l'arte figurativa, la storia e talvolta la teologia. In questo incontro dagli sviluppi imprevedibili i protagonisti si sfidano a colpi di citazioni: i luminari della cultura tedesca &ldquo;pura&rdquo; cari alla retorica nazionalsocialista (Bach, Nietzsche, Goethe) sono contrapposti a ma&icirc;tres &agrave; penser di origine ebraica (Mendelssohn, Spinoza, Herzl). &Egrave; la ricerca velleitaria di una verit&agrave; autorevole, capace di indicare una linea di confine meno labile tra il torto e la ragione, tra la colpa e l'innocenza.
Ma nella tragica ambiguit&agrave; dell'essere, nessuno pu&ograve; vantare titoli di merito. L'innocenza e la colpa si mescolano e convivono. L'approdo non &egrave; per&ograve; un relativismo assoluto: &egrave; la coscienza di un nodo difficile da sciogliere, l'enigma dell'identit&agrave;, l'ardua convivenza con s&eacute; stessi. Nel dialogo serrato e di forte tensione in cui si rinfacciano reciproche colpe e recriminano sui torti subiti, i due protagonisti arriveranno a scoprire chi sono veramente e quanto gli avvenimenti storici hanno condizionato la loro vita. La partita si gioca su un piano in cui &egrave; impossibile giudicare, in bilico tra la vita e la morte, tra la devastazione della guerra e le ipocrisie della ricostruzione.
Nel susseguirsi delle battute assistiamo meravigliati a un ribaltamento dei ruoli capace di riscattare pienamente Gruber, senza per questo inchiodare Reiter alla condizione di colpevolezza.
La soluzione &egrave; nella memoria che &egrave; meditazione, nella rinuncia alla semplificazione spicciola e manichea che divide il mondo in buoni e cattivi.
Nella sospensione del giudizio, nella faticosa riconciliazione con la vita di chi non pu&ograve; sentirsi in colpa per essere sopravvissuto, pare ribaltarsi anche la convinzione iniziale che &laquo;l'illusione &egrave; il nemico di una mente fertile&raquo;. Forse &egrave; meglio non prendersi troppo sul serio. E allora, forse, la soluzione della pi&egrave;ce &egrave; proprio nella conclusione disincantata di Reiter, che &laquo;il sigaro intorpidisce i dispiaceri e riempie le ore solitarie con milioni di deliziose immagini&raquo; (George Sand).
IL VENDITORE DI SIGARI
di Amos Kamil
AT&igrave;editore, Segrate 2010, pp. 136, euro 12
&nbsp;<a href='http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/ATTUALITA%27/Spettacoli/E_ADESSO_Ig%3D%3DIL_VENDITORE_DI_SIGARIIg%3D%3D_E%27_ANCHE_UN_LIBRO.html'>Leggi tutto l'articolo</a>]]></description>
            <author>30-07-2010</author>
            <category>ATTUALITA' - Spettacoli</category>
        </item>
        <item>
            <title>TEATRO, MILANO: AL LITTA IN SCENA “DRACULA”</title>
            <link>http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/ATTUALITA%27/Spettacoli/TEATRO%2C_MILANO%3A_AL_LITTA_IN_SCENA_%93DRACULA%94.html</link>
            <description><![CDATA[di Vincenzo Sardelli - Allucinante favola moderna con escursioni nel musical rock, il Dracula messo in scena da Mabellini al Litta &egrave; uno spettacolo dalle atmosfere dark, alleggerite da una forte componente ironica. L'orrore e la minaccia incombono sui protagonisti, in un crescendo di emozioni accompagnate dall'ingombrante presenza dal vampiro.
Solo che nel testo di Dejan Dukovski, a impreziosire il romanzo di Bram Stoker, la vicenda del conte transilvano si amplifica fino a diventare metafora contemporanea dell'Occidente che si scontra con l'Oriente, del Cristianesimo che si chiude all'Islam. Il mondo capitalistico, sedicente civilizzato, ripiega su se stesso in un sussiegoso distacco dai Paesi poveri, la cui umanit&agrave; stanca e alla deriva &egrave; respinta dalla speranza del riscatto.
Lo smanioso edonismo dei protagonisti degenera da eros a pornografia, fino all'autoannientamento della morte. La loro vita &egrave; patinata come una fiction dai dialoghi imbalsamati. Il caos prevale tra elementi del corpo-mente. Il diabolico imperversa al suono insinuante e malizioso del violino.
Unico faro di riferimento &egrave; la sostanziale natura desiderante dell'esistenza umana e la sua incessante oscillazione. Ognuno dei personaggi, quando si guarda allo specchio, si scopre privo di umanit&agrave; e trova in s&eacute; un Dracula assetato di sangue ed eternit&agrave; delirante, deviata dal solco del bene.
Il duo Mabellini- Dukovski riporta le entit&agrave; fisiche, oniriche e di realt&agrave;, a una sola consistenza: al superficiale propagarsi nello spazio tempo delle pulsioni affettive. Lo spettacolo potrebbe in fondo esser letto come un percorso attraverso il quale il desiderio (come corrente libidica) sprofonda, s'invischia nella doppia/multipla denotazione/connotazione di realt&agrave;-sogno.
Il viaggio dei protagonisti &egrave; il viaggio della loro passione insana e gli impulsi emozionali sono intimamente dipendenti dall'articolazione della realt&agrave; fenomenica che essi vivono.
Il carattere onirico della narrazione e il legame con l'inconscio suggeriscono allo spettatore un approccio emotivo pi&ugrave; che razionale. La suggestione delle immagini, della scenografia spoglia e delle luci al neon, il sonoro e le musiche che svolgono un importante ruolo nella narrazione, costituiscono un'esperienza a livello profondo, sicuramente non paragonabile alla mera ricerca di un dipanamento della trama o di una ricostruzione temporale degli avvenimenti.
Bravissimi gli attori, perfetta la regia. Il Litta chiude in bellezza la migliore programmazione delle ultime stagioni.
Dracula
di Dejan Dukovski
uno spettacolo di Sandro Mabellini
con Stefano Scherini, Woody Neri, Jytte-Merle Bohrsen, Marco Vergani, Stefania Medri, Laura Bombonato.
Teatro Litta, Sala La Cavallerizza, corso Magenta 24, Milano Tel 02.86454546, fino al 3 luglio, repliche dal luned&igrave; al sabato alle 20.30 &ndash; domenica riposo. Biglietti: marted&igrave;/mercoled&igrave;/gioved&igrave; intero &euro; 12 ridotto &euro; 9, venerd&igrave;/sabato intero &euro; 18 &ndash; ridotti &euro;9/12.
&nbsp;<a href='http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/ATTUALITA%27/Spettacoli/TEATRO%2C_MILANO%3A_AL_LITTA_IN_SCENA_%93DRACULA%94.html'>Leggi tutto l'articolo</a>]]></description>
            <author>20-06-2010</author>
            <category>ATTUALITA' - Spettacoli</category>
        </item>
        <item>
            <title>ELEZIONI ORDINE LOMBARDIA, STAMPA DEMOCRATICA: NO ALLE SFIDE INDIVIDUALI</title>
            <link>http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/ORDINE/ELEZIONI_ORDINE_LOMBARDIA%2C_STAMPA_DEMOCRATICA%3A_NO_ALLE_SFIDE_INDIVIDUALI.html</link>
            <description><![CDATA[Paolo Perucchini, Andrea Morigi, Gianfranco Giuliani, Toni Filippini, Cesare Giuzzi, Claudio Scarinzi, Enrico Mirani, Paolo Costa, esponenti della componente Stampa democratica hanno diffuso il comunicato che riceviamo e pubblichiamo: &quot;
Dalla parte dei giornalisti. Sempre pi&ugrave; al servizio dei colleghi, dentro e fuori le redazioni. Capaci di cogliere i cambiamenti del mondo variegato dell&rsquo;editoria, coraggiosi nel proporre e perseguire quel rinnovamento di idee e progetti imposto con urgenza dall&rsquo;attuale fase che coinvolge e sconvolge la nostra professione.&nbsp;Devono essere queste le linee guida del nostro impegno. Dobbiamo rinnovare la fiducia dei colleghi con un percorso di trasparenza e di onest&agrave; intellettuale che lasci da parte sterili protagonismi, faccia tornare la voglia di un impegno collettivo aperto al pluralismo delle idee, alla democraticit&agrave; del confronto, alla capacit&agrave; di sintesi condivisa e a quella forza propositiva che trae origine dalla consapevolezza di offrire soluzioni reali ai bisogni espressi dalla base dei nostri colleghi. Non &egrave; pi&ugrave; il tempo delle sfide &ldquo;individuali&rdquo;. Non servono gli sconquassi dettati da liti di bottega; non servono picconatori che per erigere nuovi muri distruggono i tanti ponti che con fatica, con senso di responsabilit&agrave; e con lungimirante progettualit&agrave;, abbiamo costruito e stiamo costruendo. La forza di Stampa Democratica sta nella condivisione d&rsquo;intenti. Nell&rsquo;ampio dibattito interno culminante in una concreta capacit&agrave; di sintesi. Nella condivisione di tattiche e strategie da portare avanti su singoli problemi o in intere stagioni. Nelle scelte unitarie sulle persone cui affidare responsabilit&agrave; nel nostro movimento.Il forte rinnovamento in atto negli ultimi anni all&rsquo;interno di Stampa Democratica sul piano della proposta politico-sindacale e su quello dei suoi quadri dirigenti ha l&rsquo;obbiettivo di traghettare verso un nuovo futuro il patrimonio di idee e di valori che ci ha lasciato Walter Tobagi.&nbsp;&nbsp;Ad imporlo sono i tempi e il quadro di riferimento in profonda evoluzione. A chiedercelo sono i colleghi giornalisti che, lontani &ldquo;dai palazzi&rdquo; e coinvolti dall&rsquo;impegno quotidiano, mal sopportano le suddivisioni ideologiche e non comprendono il significato di fazioni, considerando queste situazioni atteggiamenti sterili e inconcludenti. Noi vogliamo costruire il nuovo futuro del giornalismo e dei giornalisti. Un futuro che sia a garanzia dell&rsquo;informazione libera, di sviluppo dei giornalismi, di valorizzazione della professione e di tutela dei giornalisti: siano essi operatori dell&rsquo;informazione tradizionale, dei new media, degli uffici stampa, freelance, coinvolti dalla stagione delle crisi o in cerca di occupazione.&nbsp;In un mare in burrasca non &egrave; pi&ugrave; tempo di remare contro. Noi dobbiamo remare verso il futuro traghettando l&igrave;, rinnovata e ancora pi&ugrave; forte, Stampa Democratica. Remare tutti: da una parte sola. Dalla parte dei giornalisti.
Firmato: Paolo Perucchini, Andrea Morigi, Gianfranco Giuliani, Toni Filippini, Cesare Giuzzi, Claudio Scarinzi, Enrico Mirani, Paolo Costa&quot;<a href='http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/ORDINE/ELEZIONI_ORDINE_LOMBARDIA%2C_STAMPA_DEMOCRATICA%3A_NO_ALLE_SFIDE_INDIVIDUALI.html'>Leggi tutto l'articolo</a>]]></description>
            <author>16-06-2010</author>
            <category>GIORNALISMO - ORDINE</category>
        </item>
        <item>
            <title>ELEZIONI ORDINE LOMBARDIA, ANDREA MONTANARI: IL POLVERONE E LA POLVERE SOTTO IL TAPPETO </title>
            <link>http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/ORDINE/ELEZIONI_ORDINE_LOMBARDIA%2C_ANDREA_MONTANARI%3A_IL_POLVERONE_E_LA_POLVERE_SOTTO_IL_TAPPETO.html</link>
            <description><![CDATA[In merito all'esito del voto per il rinnovo delle cariche dell'Ordine dei Giornalisti, riceviamo da Andrea Montanari, consigliere dell'Associazione Lombarda dei Giornalisti, le &quot;considerazioni&quot; che pubblichiamo.

&quot;&Egrave; stucchevole assistere allo scambio di accuse in queste ore tra il presidente dell&rsquo;Alg, Giovanni Negri e Franco Abruzzo, storico ex presidente dell&rsquo;Ordine dei Giornalisti della Lombardia e co fondatore trent&rsquo;anni fa della corrente Stampa Democratica.
Parlo da semplice &quot;simpatizzante&quot;, ma soprattutto da collega perch&eacute; sento un profondo disagio quando il responsabile di un sindacato parla di tabulati telefonici o di registrazioni con toni minacciosi. Come molti ormai sanno mi sono allontanato da Stampa Democratica, perch&eacute; ero considerato un &quot;dissidente&quot; perch&eacute; avevo osato denunciare per tempo un disegno che non condividevo e che si &egrave; presto trasformato in realt&agrave;. L&rsquo;unica cosa che facendo il giornalista mi sarei aspettato da Giovanni Negri dopo l&rsquo;esito del voto per i vertici dell&rsquo;Ordine &egrave; una profonda analisi autocritica su una linea politica sbagliata, che ha portato Stampa democratica a una cocente sconfitta. Non lo sfogo &quot;Ora basta&quot;, sulle sue diatribe con Franco Abruzzo. Forse un diversivo per evitare di rendere conto alla sua corrente di un passo falso, non l&rsquo;unico, che rischia di mettere all&rsquo;angolo Stampa democratica e i suoi valorosi militanti, a trent&rsquo;anni dalla sua fondazione. Forse non tutti sanno che il &quot;presidente di tutti&quot; come amava farsi definire Giovanni Negri all&rsquo;inizio del suo ennesimo mandato al vertice dell&rsquo;Alg, negli ultimi tempi non riesce nemmeno a garantire il numero legale del direttivo dell&rsquo;Associazione Lombarda giornalisti. In occasione dell&rsquo;approvazione del bilancio, tanto per fare un esempio, senza il voto determinante di Gallizzi, non si sarebbe potuto votare. Alla faccia dello spirito unitario sbandierato negli ultimi anni. Tutti i nodi stanno venendo al pettine.
La verit&agrave; &egrave; che una volta esisteva quella che tutti conoscevano come &quot;l&rsquo;anomalia lombarda&quot;. Ovvero la pi&ugrave; importante associazione regionale della nostra categoria, che non aveva paura di dissentire anche dai diktat della segreteria Fnsi o di dire che il testo di un contratto era brutto. Oggi grazie a Negri c&rsquo;&egrave; stata la &quot;normalizzazione&quot;. E gli effetti li abbiamo visti. Ed &egrave; significativo che alle ultime elezioni dell&rsquo;Ordine i colleghi abbiamo premiato Nuova Informazione e i &quot;galliziani&quot;, da un lato, e Franco Abruzzo, dall&rsquo;altro. E bocciato sonoramente la linea di Stampa Democratica ispirata da Negri e Quarto Potere, che non &egrave; riuscita a eleggere nemmeno Daniela Stigliano, uno dei vice segretari di Franco Siddi alla guida della Fnsi. Il resto non mi interessa. Mi basta ricordare che all&rsquo;epoca delle polemiche sulle trattative per il rinnovo del nostro ultimo contratto, c&rsquo;era chi aveva chiesto di sbobinare le registrazioni ufficiali del direttivo dell&rsquo;Alg, di cui faccio parte, per sapere se dicevo la verit&agrave; quando affermavo che alcuni dirigenti sindacali dicevano apertamente nelle riunioni le cifre sugli esuberi denunciati dalla Fieg, che poi negavano in pubblico. Io sto ancora aspettando, ma i colleghi hanno visto nei fatti chi raccontava la verit&agrave; e chi preferiva nasconderla per non sollevare troppa polvere. Allora come oggi.
La ristrutturazione, probabilmente inevitabile, si &egrave; abbattuta pesantemente anche nel giornale dove lavoro: Repubblica. Tanto che abbiamo concluso un accordo per una sessantina di prepensionamenti. Noi, per&ograve;, non abbiamo avuto paura di dichiarare pubblicamente nel corso della vertenza ancora pi&ugrave; pesanti e non ci siamo dimenticati di difendere anche le posizioni di chi sarebbe rimasto. Il &quot;governissimo&quot; ispirato da Negri, invece, che negli ultimi anni ha trasformato l&rsquo;Alg solo in una succursale della segreteria Fnsi, non solo ha avvallato tutto, compreso un &quot;contratto di difesa&quot;, che ha limitato i diritti della nostra categoria, ma si &egrave; limitato, per sua stessa ammissione, &quot;a limitare i danni&quot; gestendo la crisi solo firmando prepensionamenti o messe in mobilit&agrave;. Senza proclamare un&rsquo;ora di sciopero. Pur di non disturbare i manovratori. Ora, io non so chi sia sulla piazza da pi&ugrave; tempo tra Ciccio Abruzzo e Giovanni Negri, ma so soltanto che molti dei colleghi debbono qualcosa al primo. Se non altro perch&eacute; hanno studiato sui suoi libri o hanno potuto fare l&rsquo;esame grazie a lui. Mi sfugge, invece, il &quot;cursus honorum&quot; del secondo, ma dopo l&rsquo;esperienza fatta in questi anni nel Direttivo della Lombarda sono convinto che sia arrivato il momento di cambiare. So soltanto, a proposito di longevit&agrave; di cariche, che Negri aveva promesso che avrebbe occupato solo per pochi mesi la poltrona di presidente del circolo della Stampa dopo la gaffe della rinuncia di Paolo Mieli. Mi risulta che sia ancora l&igrave;. Spero che se ne renda conto anche Stampa Democratica, una corrente che non solo merita rispetto, ma soprattutto merita di pi&ugrave;. Vista la sua storia. Stiamo assistendo, invece, al suo progressivo declino in vista dell&rsquo;assorbimento o della fusione in qualcos&rsquo;altro. Siamo ancora in tempo per fermare tutto. I colleghi stanno aprendo gli occhi e, per fortuna, nuove facce, pi&ugrave; giovani, mostrano di volersi impegnare nel sindacato. Per quanto mi riguarda, sar&ograve; sempre la fianco di chi vorr&agrave; riportare l&rsquo;associazione lombarda giornalisti alla sua tradizionale autonomia da Roma. Mi interessa parlare di questo. Non mi interessano, invece, i veleni, i pettegolezzi e tanto meno il contenuto dei tabulati delle telefonate private tra i colleghi. Firmato: Andrea Montanari&quot;
&nbsp;<a href='http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/ORDINE/ELEZIONI_ORDINE_LOMBARDIA%2C_ANDREA_MONTANARI%3A_IL_POLVERONE_E_LA_POLVERE_SOTTO_IL_TAPPETO.html'>Leggi tutto l'articolo</a>]]></description>
            <author>08-06-2010</author>
            <category>GIORNALISMO - ORDINE</category>
        </item>
        <item>
            <title>TEATRO, MILANO: AL &quot;LITTA&quot; VA IN SCENA &quot;IL VENDITORE DI SIGARI&quot;</title>
            <link>http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/ATTUALITA%27/Spettacoli/TEATRO%2C_MILANO%3A_AL_Ig%3D%3DLITTAIg%3D%3D_VA_IN_SCENA_Ig%3D%3DIL_VENDITORE_DI_SIGARIIg%3D%3D.html</link>
            <description><![CDATA[di Vincenzo Sardelli - Gioco di destini che si incrociano, si sovrappongono, si dividono. Nella Berlino del 1947, che ancora si lecca le ferite della guerra, nella decaduta ex capitale del Reich che sta per vivere la nuova grave lacerazione della divisione e del muro, due uomini soli si incontrano tutte le mattine alle sei e trenta in un negozio di tabacchi. Uno ne &egrave; il proprietario, l&rsquo;altro &egrave; un professore ebreo. 
Entrambi si portano dietro il loro passato di segreti, incubi, mistificazioni e dolori. Entrambi provano il brivido di guardarsi allo specchio e faticano a riconoscersi. Davanti, le loro responsabilit&agrave;, e la fatica di ricostruire la propria vita.
La soluzione &egrave; che non c'&egrave; soluzione, che tutti siamo vittime e carnefici, che colpa e innocenza sono solo in parte il frutto di una scelta, molto pi&ugrave; spesso l'effetto di un tiro mancino del destino.
La verit&agrave; &egrave; che nella guerra non ci sono vinti n&eacute; vincitori, solo vittime. La maschera dell'ipocrisia prova a stabilire un confine meno labile fra il torto e la ragione.
&ldquo;Il sigaro intorpidisce i dispiaceri e riempie le ore solitarie con milioni di deliziose immagini.&rdquo;
Il testo messo in scena da Alberto Oliva, al debutto nazionale, &egrave; uno spettacolo che, partendo dalla questione ebraica, prova a trascenderla per arrivare a parlare di tutti, perch&eacute; tutti prima o poi siamo chiamati a fare i conti con la nostra identit&agrave; e a scegliere i tempi e i modi della nostra partecipazione sociale, oggi pi&ugrave; necessaria che mai.
&nbsp;
Il venditore di sigari
di Amos Kamil
regia Alberto Oliva
con Gaetano Callegaro, Francesco Paolo Cosenza
Teatro Litta, Sala La Cavallerizza, corso Magenta 24, Milano Tel 02.86454546, fino al 30 aprile, repliche dal marted&igrave; al sabato alle 21.00 &ndash; domenica alle 17.00 &ndash; luned&igrave; riposo. Biglietti intero &euro; 12 ridotto &euro; 9.<a href='http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/ATTUALITA%27/Spettacoli/TEATRO%2C_MILANO%3A_AL_Ig%3D%3DLITTAIg%3D%3D_VA_IN_SCENA_Ig%3D%3DIL_VENDITORE_DI_SIGARIIg%3D%3D.html'>Leggi tutto l'articolo</a>]]></description>
            <author>20-05-2010</author>
            <category>ATTUALITA' - Spettacoli</category>
        </item>
        <item>
            <title>ORDINE GIORNALISTI DELLA LOMBARDIA, ELEZIONI: TUTTO QUELLO CHE HA FATTO E FARA' LA LISTA ...</title>
            <link>http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/ORDINE/ORDINE_GIORNALISTI_DELLA_LOMBARDIA%2C_ELEZIONI%3A_TUTTO_QUELLO_CHE_HA_FATTO_E_FARA%27_LA_LISTA_Ig%3D%3DUN_ALTRO_ORDINE_E%27_POSSIBILEIg%3D%3D.html</link>
            <description><![CDATA[&ldquo;Sono numerose le azioni concrete e i progetti che abbiamo realizzato in questi tre anni. Innanzitutto il &lsquo;salvataggio&rsquo; della storica Scuola di giornalismo Ifg affidata alle sapienti cure dell&rsquo;Universit&agrave; Statale di Milano, poi i corsi di formazione, ai quali hanno preso parte 440 colleghi e, ancora, le 47 borse di studio che sono andate a finanziare l&rsquo;attivit&agrave; e il lavoro di giornalisti freelance. Senza dimenticare i 220 provvedimenti disciplinari, i 412 praticanti &nbsp;e i 194,5 milioni di euro che rappresentano l'avanzo di bilancio nel 2009. Un risultato molto&nbsp;positivo dopo quello del 2008 che, con 307,9 mila euro di avanzo, era&nbsp;entrato negli annali della storia dell&rsquo;Ordine dei giornalisti della Lombardia&rdquo;. Cos&igrave;, attraverso il proprio sito internet, la lista &lsquo;Un altro ordine &egrave; possibile&rsquo;, capitanata da Letizia Gonzales (professionisti) e Stefano Gallizzi (pubblicisti), rispettivamente presidente e vicepresidente dell&rsquo;Ordine dei Giornalisti della Lombardia, illustra quanto realizzato nel triennio alla guida dell&rsquo;Ordine. &ldquo;Vogliamo proseguire nel nostro cammino &ndash; scrivono i rappresentanti della lista &lsquo;Un altro Ordine &egrave; possibile&rsquo; &ndash; continuando ad impegnarci quotidianamente per affermare i principi dell&rsquo;etica e della deontologia dei giornalisti&rdquo;.<a href='http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/ORDINE/ORDINE_GIORNALISTI_DELLA_LOMBARDIA%2C_ELEZIONI%3A_TUTTO_QUELLO_CHE_HA_FATTO_E_FARA%27_LA_LISTA_Ig%3D%3DUN_ALTRO_ORDINE_E%27_POSSIBILEIg%3D%3D.html'>Leggi tutto l'articolo</a>]]></description>
            <author>14-05-2010</author>
            <category>GIORNALISMO - ORDINE</category>
        </item>
        <item>
            <title>ORDINE GIORNALISTI LOMBARDIA, ELEZIONI: ANCHE “SENZABAVAGLIO” PRESENTA LA SUA LISTA </title>
            <link>http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/ORDINE/ORDINE_GIORNALISTI_LOMBARDIA%2C_ELEZIONI%3A_ANCHE_%93SENZABAVAGLIO%94_PRESENTA_LA_SUA_LISTA.html</link>
            <description><![CDATA[&ldquo;La rincorsa del voto dei freelance da parte delle varie correnti sindacali &egrave; patetica. In questi giorni si susseguono convegni e riunioni. Tutti mobilitati a raccontare frottole per raccattare il loro voto. Nessuno ricorda come nello scorso contratto a essere abbandonati siano stati i freelance. E&rsquo; bene che i colleghi che andranno a votare per l&rsquo;Ordine il 23 e 24 maggio se ne accorgano&rdquo;. Lo dichiara, sul sito di &lsquo;Senzabavaglio&rsquo;, Massimo Alberizzi, annunciando che anche questo movimento ha presentato una sua lista in vista delle elezioni dell&rsquo;Ordine dei Giornalisti.<a href='http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/ORDINE/ORDINE_GIORNALISTI_LOMBARDIA%2C_ELEZIONI%3A_ANCHE_%93SENZABAVAGLIO%94_PRESENTA_LA_SUA_LISTA.html'>Leggi tutto l'articolo</a>]]></description>
            <author>11-05-2010</author>
            <category>GIORNALISMO - ORDINE</category>
        </item>
        <item>
            <title>ORDINE GIORNALISTI LOMBARDIA, ELEZIONI: LETIZIA GONZALES IN CAMPO PER IL BIS, A SFIDARLA ANCORA ...</title>
            <link>http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/ORDINE/ORDINE_GIORNALISTI_LOMBARDIA%2C_ELEZIONI%3A_LETIZIA_GONZALES_IN_CAMPO_PER_IL_BIS%2C_A_SFIDARLA_ANCORA_FRANCO_ABRUZZO_E_MARINA_TERRAGNI.html</link>
            <description><![CDATA[A due settimane dal giorno delle elezioni, entra nel vivo la corsa per la poltrona di presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia. A contendersi il primato il presidente uscente Letizia Gonzales (nella foto), lo sfidante di tre anni fa, Franco Abruzzo, e Marina Terragni. 
Domenica e luned&igrave;, 23 e 24 maggio, al seggio milanese di corso Venezia, i giornalisti lombardi saranno chiamati ad esprimere la loro preferenza non solo per il Consiglio regionale, ma anche per quello nazionale.

&quot;Etica, deontologia, formazione e accesso alla professione&quot;, sono&nbsp;questi - come si legge in un comunicato -&nbsp;&nbsp;i temi portanti di 'Un altro Ordine &egrave; possibile' la lista di Letizia Gonzales, che&nbsp;ha gi&agrave; indicato Stefano Gallizzi alla riconferma di vicepresidente, in caso di vittoria. Una squadra, quella capitanata dalla Gonzales, sostenuta da Nuova Informazione, Movimento Liberi Giornalisti e numerosi esponenti del giornalismo Cattolico.Franco Abruzzo, un po' a sorpresa, &nbsp;si gioca la sua rivincita con la&nbsp;&nbsp;'Lista Civica Indipendente' lanciata insieme a Gianni De Felice. &quot;Da 35 anni - sostiene Abruzzo attraverso il suo sito&nbsp;- mi batto da una sola parte: quella di una professione onesta e pulita al servizio dei cittadini&rdquo;. Ufficializzata anche la candidatura di Marina Terragni, alla guida della lista&nbsp;'Diamo un Ordine al futuro'.&quot;Un gruppo di colleghe e colleghi -&nbsp;riferisce, in una nota, il sito di Quarto Potere - che si impegnano per un rinnovamento radicale e per costruire un nuovo Ordine: moderno, autorevole, libero&quot;. La lista &egrave; nata appunto dall'iniziativa di Quarto Potere, Stampa Democratica e Tribuna Stampa-Movimento giornalisti per la Costituzione. Anche se la stessa Terragni attraverso 'affariitaliani.it' ha tenuto a chiarire:&nbsp;&quot;... Devo tuttavia precisare che non faccio parte di Stampa Demoratica. Apprezzo e rispetto il lavoro di tutte le correnti sindacali, ma non sono iscritta ad alcun gruppo o partito ... Sono semplicemente una giornalista&quot;.
<a href='http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/ORDINE/ORDINE_GIORNALISTI_LOMBARDIA%2C_ELEZIONI%3A_LETIZIA_GONZALES_IN_CAMPO_PER_IL_BIS%2C_A_SFIDARLA_ANCORA_FRANCO_ABRUZZO_E_MARINA_TERRAGNI.html'>Leggi tutto l'articolo</a>]]></description>
            <author>10-05-2010</author>
            <category>GIORNALISMO - ORDINE</category>
        </item>
        <item>
            <title>ORDINE GIORNALISTI DELLA LOMBARDIA, &quot;UN ALTRO ORDINE E' POSSIBILE&quot; PRESENTA LA SUA SQUADRA</title>
            <link>http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/ORDINE/ORDINE_GIORNALISTI_DELLA_LOMBARDIA%2C_Ig%3D%3DUN_ALTRO_ORDINE_E%27_POSSIBILEIg%3D%3D_PRESENTA_LA_SUA_SQUADRA.html</link>
            <description><![CDATA[Etica, deontologia, formazione e accesso alla professione. Sono solo alcuni dei temi che Letizia Gonzales propone alla base del programma per la riconferma alla candidatura di &nbsp;presidente dell&rsquo;Ordine dei Giornalisti della Lombardia, in vista delle elezioni del 23 e 24 maggio. Una candidatura, quella di Letizia Gonzales, con Stefano Gallizzi (nella foto) vicepresidente,&nbsp;sostenuta dalla lista &lsquo;Un altro Ordine &egrave; possibile&rsquo; cui fanno riferimento - come tre anni fa - Nuova Informazione, Movimento Liberi Giornalisti e numerosi esponenti del giornalismo Cattolico. Una squadra di 42 candidati al Consiglio regionale e nazionale nella quale spicca &nbsp;una nutrita rappresentanza di donne (oltre al&nbsp; presidente) e che pu&ograve; contare sull&rsquo;eterogeneit&agrave; di giornalisti provenienti da tutti i settori dell&rsquo;informazione. 
Ecco nel dettaglio i candidati di &lsquo;Un altro Ordine &egrave; possibile&rsquo;:
PROFESSIONISTI &nbsp;
Consiglio regionale Lombardia (scheda pistacchio):
Letizia Gonzales
Mario Consani
Gabriele Dossena
Stefano Elli
Laura Mulassano
Paolo Pirovano
Revisori :
Gaetano Belloni
Aldo Soleri
Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti (scheda grigia):
Gegia Celotti 
Michele Urbano
Fabio Benati
Giorgio Acquaviva
Roberto Basch&egrave;
Pier Paolo Bollani
Maurizio Giuseppe Di Gregorio
Laura Incardona
Giancarlo Mariani
Stefano Natoli
Mario Pappagallo
Marzio Quaglino
Giuseppe Spatola
Saverio Paffumi
Oreste Pivetta
Luisella Seveso
Davide Vecchi


PUBBLICISTI&nbsp;&nbsp;
Consiglio regionale Lombardia (scheda gialla):
Gallizzi Stefano
Di Sanzo Roberto
Hoesch Laura
Revisore:
Battaglia Angela
Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti (scheda beige):
Cherubini Massimo
Foti Franz
Roncalli Marco
Baiguini Angelo
Barabanti Marco
Collio Dario
Felappi Rino
Fumagalli Maria Ancilla
Guerrisi Mario
Raccagni Emiliano
Reverberi Barbara
Saggese Massimiliano
Santolini Francesca
&nbsp;<a href='http://www.stampa-libera.it/stampalibera/notizia/GIORNALISMO/ORDINE/ORDINE_GIORNALISTI_DELLA_LOMBARDIA%2C_Ig%3D%3DUN_ALTRO_ORDINE_E%27_POSSIBILEIg%3D%3D_PRESENTA_LA_SUA_SQUADRA.html'>Leggi tutto l'articolo</a>]]></description>
            <author>07-05-2010</author>
            <category>GIORNALISMO - ORDINE</category>
        </item>
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